IMMAGINIAMO


Operando positivamente al servizio di un WELFARE sempre più professionale che deve presentarsi adeguatamente al mondo del BUSINESS con la giusta COMUNICAZIONE, nasce WELCOM “Welfar Business and Communication” con la certezza che ogni giorno di lavoro rappresenta un gesto d’amore in grado di far progredire l’umanità.

Creiamo comunicazione sociale, in grado di rispondere ai bisogno degli ETS (Enti del Terzo Settore) e in grado di soddisfare le esigenze delle aziende che, oggi più che mai, comprendono l’importanza del loro contributo, ma non comprendono ancora pienamente le opportunità comunicative che si hanno supportando chi opera per il bene comune.

Una storia da raccontare

Mia madre un giorno, cercando di offendermi, mi fece il complimento più bello.

Mentre affettava una salsiccia calabrese, alzò il coltello dal tagliere e rivolgendolo verso di me disse – hai trent’anni e il vissuto di un uomo di sessanta - , ed aggiunse – non ti vergogni?- , io sinceramente iniziai ad assaporare le fette di salsiccia con più gusto di prima perché in tutta onestà non provavo vergogna nell’aver fondato un Gruppo clown nell’ospedale pediatrico sant’Orsola di Bologna, nell’aver organizzato decine di missioni del sorriso e nell’aver provocato il sorriso di centinaia di bambini.  E poi si sa, che il salame calabrese, assaporato in Calabria, dentro casa tua, mentre tua madre ti minaccia, è molto più buono.  In oltre, se devo essere sfacciatamente onesto, il fatto che la realizzazione di questi progetti abbia comportato notti insonni a risolvere problemi, l’essermi preso la malaria in Africa, tempo tolto ai miei obiettivi professionali eccetera eccetera , eccetera, sinceramente rappresentano solo dettagli.
Per rispetto a Silvana devo precisare che le sue critiche erano rivolte al fatto che in tutti questi anni la mia priorità non è mai stata quella di terminare gli studi in Medicina e Chirurgia. Mentre con un coltello più piccolo tagliava del peperoncino, e questa volta senza puntarmelo addosso, aggiunse – ma ti rendi conto che se avessi dedicato ai tuoi studi un decimo del tempo che dedichi al no profit ed ai bimbi a quest’ora saresti un luminare della medicina? -
In fondo mia madre ha ragione, perché devo molto alla scuola.  Mi ha insegnato a sorridere e per spiegarvi come,  devo tornare indietro nel tempo sino a quando… un giorno sono nato, sano! …e no, sembra ovvio ma non lo è, non iniziate ad essere superficiali perché vi assicuro che nascere sani è già un buon inizio! Nei giorni seguenti ho vissuto! Non importa come di preciso, basta solo dire che ho vissuto come vive un ragazzo normale che normalmente la mattina esce di casa per andare prima all’asilo, solo 3 giorni, in seguito ho capito che non faceva per me; poi alle elementari, purtroppo li ci sono rimasto per 5 anni, e quando credevo di aver terminato si ricomincia con le scuole medie… e li il primo SORRISO. Il primo sorriso quando ho scoperto che mi sarebbero bastati solo 3 anni per terminare gli studi, e non 5 come credevo. Ma quando a stento ho terminato i 3 anni ho perseverato con il liceo, poi liceo classico per giunta.
Insomma in tredici anni e tre giorni di carriera scolastica il sorriso ha iniziato ad accompagnarmi in molte situazioni tragiche, e in molte situazioni tragiche vedevo apparire il sorriso su molte facce dei miei insegnanti e compagni di scuola. Il sorriso appariva persino sul volto di mia madre quando veniva ai colloqui degli insegnanti con i genitori, anche se ad essere sinceri, il suo di sorriso non conta molto perché prendeva 20 gocce di valium per affrontare serenamente il mio profitto scolastico, che a suo avviso era tragico.
Devo molto alla scuola, perché mi ha insegnato ad affrontare tutto con molta ironia pur preparandomi al futuro.
Ora inizierete a sorridere anche voi perché leggerete che la mia carriera scolastica è continuata all’università… facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, il nome intero della facoltà e dell’università è pressappoco l’unica cosa che ho imparato in questi anni oltre anche perché scrivere che non mi sono laureato sarebbe fin troppo ovvio visto i miei precedenti. Diciamo solo che come dottore non avrei fatto mai la differenza mentre nel terzo settore avevo iniziato a “fare la differenza” già da quando ero studente. La comunicazione era il mio futuro, e la medicina un bellissimo hobby.
Oggi, dopo aver ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione per una grande Onlus di Bologna, mi occupo di servizi dedicati al terzo settore, riorganizzazione, comunicazione e raccolta fondi... ma non ho ancora deciso cosa farò “da grande”!

Gianni Bitonti

fondatore di WELCOM

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